sabato 11 novembre 2017

Giarre: la decadenza autoimmune


L'ho presa da Google Map, l'immagine di una zona di Giarre che 45/50 anni fa era il punto snodale di tutto il commercio dei limoni e degli agrumi in genere della costa Jonica.
Piazza del Duomo angolo via Gallipoli, l'antico Bar Musmeci, dove tutto era delizioso la granita nel bicchiere grande che dovevi prenderne mezza, i coni e gli iris enormi. Bambino per me il bar Musmeci era il Bengodi, nel periodo Pasquale, oltre l'estate, andavo con mio padre ed in quel bar facevo incetta di uova di Pasqua: i senzali, i commercianti, l'indotto, tutta gente benestante, il settore era prospero e Giarre come Acireale erano Città opulente.
Finocchiaro il barbiere, il taglio di capelli a Giarre era d'uopo, i barbieri erano più moderni nei gusti di quelli acesi, tranne nei rasoi che ancora affilavano nel cuoio.
Il tabacchino dell'anziano sig. Longo e signora, una deliziosa coppia di vecchietti, gentili e affettuosi: il sig. Longo mi conservava le 500 lire d'argento di cui facevo incetta(ai tempi).
I vestiti da Sciacca e da Cutuli e gioiellerie da non avere nulla da invidiare alle acesi.
Premessa lunga, ma mi sono molto cari i miei ricordi di Giarre che fu.

Non sono più un profondo conoscitore di Giarre, non mi interesso, da tanto, più di limoni, il cui commercio (come allora) non c'è più.
Ogni volta che vado a Giarre, vedo una Città grigia, sarà ancora viva, commerciale più di Acireale sicuro, ma dei dati mi hanno dato da pensare.
Il mercato immobiliare, indice per valutare la ricchezza, a Giarre langue , gli immobili sono svalutati tantissimo e comunque anche a prezzi invitanti non ci sono acquirenti.

Quello che mi è saltato agli occhi in questi giorni passati di politica intensa è che Giarre non ha espresso un deputato regionale. Una Città che ha espresso potenti politici come Peppino Russo e Salvo Andò non riesce a convergere su un nome che la rappresenti e la tuteli (forse anche a danno di Acireale, ma fa parte del gioco) in tutte le sedi istituzionali.

Non torneranno più i tempi di cui sono nostalgico, ma  ritengo che Giarre non meriti questa autocastrazione e questo abbandono.

santodimauro
dottorziz
#cosedijaci (non tanto stavolta)

Lo zar Nicola e i suoi fedeli cosacchi




Ha fondato un partito, ha rischiato in prima persona  anche se dal primo momento ha avuto la certezza che Sicilia Futura raggiungesse il 5%, oggi Nicola D'Agostino può dimostrarsi soddisfatto della campagna elettorale per le Regionali 2017 e della sua rielezione all'ARS.
I contenti dell'Amministrazione Barbagallo hanno prevalso sui critici e sui detrattori.
Acireale Città di destra ha premiato il centrosinistra dando miserevoli consensi ai candidati del cdx.,
L'operato di D'Agostino nel captare finanziamenti per la Città, nel migliorare la qualità e l'importanza dell'Ospedale di Acireale, di sostenere l'Amministrazione Barbagallo nel cammino della legalità e della buona amministrazione è stato premiato con 4200 voti.

L'arma segreta di D'Agostino sarà sempre la squadra: il sapersi stringere a coorte e marciare compatti verso l'obbiettivo.
Un comitato elettorale organizzato da Nino Oliva diventa un centro comando della NASA.
Un comitato che all'inizio ho definito uno show-room man mano si è popolato sempre più di acesi che in Nicola hanno risposto fiducia, chi riconfermandola, chi per la prima volta.
Le donne, tante donne al Comitato, che hanno dato grazia, colore ed efficacia al Comitato.
I giovani, a cui è stato instillato un entusiasmo incredibile, che è un piacere sentire parlare e fanno ben sperare per il futuro.
Una vigoroso esercito senz'altro.
Dei Consiglieri qualcuno ha brillato, altri non pervenuti.
Su quest'ultimi ne sentiremo parlare alla cosiddetta "squagghiata da nivi"

Ora c'è la campagna elettorale per le Politiche.

santodimauro
dottorziz
#cosedijaci

venerdì 10 novembre 2017

Il fenomeno


Da solo ha fatto quanto Nicola D'Agostino col suo esercito: con la sola differenza che D'Agostino il partito l'ha creato e a lui è stato consegnato, però, in compenso ha salvato la faccia del PD a Catania guadagnando da solo un seggio ed evitando una " gran malacumparsa storica" al partito.
Ha umiliato il vecchio PD e ha posto le premesse per limitare il potere della CGIL di Catania che esce malconcia assieme al suo candidato, il generoso e combattivo Angelo Villari.
Si appresta a lanciare verso un seggio di Montecitorio la sua compagna di cordata Valeria Sudano e di imporsi nel panorama politico locale e nazionale.
Una persona brillante e cordiale, addirittura gentile anche quando gli fai le frecciatine (non potevo farne a meno) Luca Sammartino ha davvero la stoffa del politico.
Qualche attacco lo ha ricevuto, ma non lo scalfiranno le malignità e le ricostruzioni accomodate, con quei numeri si vola alto.
Una perplessità mi sorge sul lato PD: cosa riuscirà a fare per questo partito KO che dal tappeto in cui è steso non da segni di vita?
Non riesco ad immaginare il Circolo PD del futuro, al confronto politico che vi si potrà effettuare ai personaggi che lo comporranno.
Tanti amici lo hanno sostenuto, alcuni molto cari, tanti che con la tradizione del PD e del centrosinistra non si sono mai identificati.
Mario Gerbino è il segretario designato in pectore, tocchera a lui tessere per conciliare la vecchia gestione (disastrosa) e la nuova eterogenea e variegata.
Un PD acese che avrà tra le sue fila, uomini di Sammartino, Antony Barbagallo e Nicola D'Agostino.
O si esplode o si diventa frizzanti.
In Consiglio Comunale dovrà crearsi il gruppo PD composto da Riccardo Castro, Orazio Fazzio e Antonello D'Agostino, quest'ultimo non sarà più solo e la compagnia, garantisco io, sarà di qualità.
Da piccolo ed insignificante tesserato del PD e come curioso patologico resto in attesa dell'evoluzione degli eventi, che sicuramente non saranno noiosi, anzi, credo tutt'altro che noiosi.

Non c'è dubbio che da queste elezioni è emerso il fenomeno Sammartino, gli faccio i migliori auguri, (spero presto farglieli di presenza)

E se dovessi dire "ad maiora" dove ci andiamo a tenere?

santodimauro
dottorziz
#cosedijaci


mercoledì 8 novembre 2017

Carnevale è una cosa seria.


Le giornate trascorrono, il tempo vola, quando comincia il freddo gli Acesi pensano a due cose: Sammastianu e Carnevale, gli eventi principali dell'anno ad Acireale.
Quest'anno il Carnevale lo vediamo lontano, lontano.
Polemiche a non finire attorno al Carnevale Acese, la maggior parte della Città non è a conoscenza delle dinamiche in atto dentro la Fondazione e dentro i cantieri.
Che Carnevale sarà quest'anno?
Chi parteciperà?
Come si svolgerà?
Da quando si è insediata la presidenza Belcuore, che abbiamo plaudito per la grande stima nei suoi confronti, è venuta a mancare quella comunicazione (non parlo di trasparenza) che con Coniglio forse era a momenti anche troppo abbondante.
Gli Acesi vorrebbero sapere se il prossimo Carnevale ci sarà e come sarà.
Non è un segreto che ci sono cantieri storici in rotta con la Fondazione, non entriamo in merito alle diatribe interne, ma la Città deve sapere cosa si prospetta.

Aspettiamo con ansia segnali rassicuranti da tutti i fronti, ma comunque sia, gradiremmo essere informati.

Per gli Acesi, Carnevale è una cosa estremamente seria.


santodimauro
dottorziz
#cosedijaci


Tutt'altro che bellissima



A tutti quelli che avevano dimenticato venti anni di berlusconismo distruttivo e che imputavano tutti i mali al Pd ed in particolare al suo leader Renzi, non pare vero che sia tornata in auge la destra e quasi si grida al miracolo.
Purtroppo si tratta di un deja vu, un brutto deja vu, che costerà caro ai siciliani ma che i siciliani in fondo meritano per intero.
Ora beviamoci questo calice amaro per altri cinque anni, tanto il sapore è lo stesso di quello che abbiamo bevuto prima.
I cinque stelle non erano la soluzione, ma questa ammucchiata riesumatrice ha tutte le premesse per continuare lo sfascio della Regione Siciliana.
Cateno De Luca non è un esempio, è solo il primo caso ma non ultimo: stavolta c'è incappato lui col complotto massonico: poi verranno i templari, i savi di sion, le sette sorelle e le scie chimiche.
Quando si trasporta letame, anche se i sacchi all'apparenza sono puliti, la puzza si sente lo stesso.
Quando si è caricato dietro il letame, il Presidente Musumeci ha sentito solo profumo di Chanel n.5 e che fosse letame lo ha saputo dei giornali.
Buon lavoro Presidente.
La prego mi sorprenda.
Per me non diventerà bellissima,
Per me #diventerànafetenzia


santodimauro
dottorziz
#cosedijaci


martedì 7 novembre 2017

Grillismo alla jacitana



Nicola è stato eletto.
Angela è stata eletta.

Acireale è a maggioranza grillina, almeno fino alle prossime amministrative quando i grillini saranno nuovamente relegati ai margini della politica acese.
Figuraccia di Forza Italia e di tutto il cdx: sale il governatore ma Acireale da i soldi spicci in voti ai candidati di quello che fu il partito padrone della Città.
Compreso per il  candidato locale Antonio Castro, sabotato dal partito, è stata una manciata di voti raggranellati per la Città.
Che sia giunta l'ora di Giuseppe Franchina, neo papà, quindi ora più maturo?

D'Agostino ha fatto cerca di voti per se e per un partito: creare Sicilia Futura, gestirla, organizzarla e portarla alle elezioni è stata una sfida da Titani e poteva risultare alla fine uno sforzo per far eleggere uno di Carlentini o di Raffadali o di Pietraperzia e restare a piedi.

Il Pd ha rimediato l'ennesima figuraccia della gestione Raciti, a questo punto non possiamo parlare di incapacità o malgestione, preferibile parlare di jettature, malocchio e fatture vodoo, almeno troveremo un motivo della reiterazione di una gestione fallimentare.
Nel Pd siciliano si dovrebbero dimettere tutti, dal segretario regionale fino alla donna delle pulizie della più remota sezione.
I grillini raccolgono la protesta, gli scontenti, i delusi, gli arrabbiati e soprattutto i disinformati e/o disorientati.
Nel voto disgiunto non si può votare l'acquasanta per presidente e il diavolo per deputato o viceversa.
O l'elettorato Acese non capisce un'amataminchia di politica o il bipolarismo serpeggia per la Città e urge l'intervento di qualche ente per la sanità mentale.
Cancelleri ha raccolto voto di protesta, rabbia e noia? O il voto del Presidente non interessava ai cercatori di voti?
La seconda risposta nella maggior parte dei casi è quella giusta.
Invece, Angela Foti ha il suo elettorato, incarna un voto di protesta e un alternativa strutturati e che abbiano un senso.

Acireale ha detto così.
Si a Nicola e si ad Angela.

I miei più affettuosi auguri ad entrambi.

W la Sicilia
W la Madonna dell'Itria

santodimauro
dottorziz
#cosedijaci

sabato 4 novembre 2017

L'inutile strage: 99 anni da Vittorio Veneto


Il Sommo Pontefice di allora (Benedetto XV) la definì un'inutile strage ed aveva pienamente ragione.
Una guerra per arricchire le grandi famiglie industriali europee che nella guerra intravedevano lauti guadagni.
Dalla guerra civile americana (o di secessione) in poi le guerre sono servite a rimpinguare le casse delle industrie di armi.
Sino ai giorni nostri si fanno guerre per favorire le industrie belliche: "esportiamo democrazia" arricchendo l'industria bellica.

La Prima Guerra ha riunificato la Nazione, oggi festeggiamo l'Unità d'Italia: il prezzo è stato caro, i popoli italici irredenti da 99 anni sono riuniti alla madrepatria, a parte qualche altoatesino (sudtirolese) che non è proprio del tutto felice.

L'inutile strage, la logorante guerra di trincea, gli inutili e sanguinosi assalti con la baionetta, lo stillicidio di vite continuo:
Uno Stato Maggiore, quello italiano, formato largamente da incapaci, che mandarono al macello tanti giovani per una concezione bestiale di guerra.
Ed i morti col gas, altra vergogna.
La disfatta di Caporetto la cui colpa fu scaricata sui soldati ( si parlò di tradimento, una strofa della canzone del Piave) sui poveri e non sui gallonati ufficiali.
La battaglia di Vittorio Veneto che segnò la vittoria delle armi italiane fu conseguenza del collassamento e sfaldamento dell'Impero Austroungarico: i soldati che i nostri avevano di fronte erano boemi, ungheresi, slovacchi che davanti al tracollo dell''Impero, pensarono alle loro nazioni e alla loro pelle e risalirono disordinatamente quelle valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Al contadino siciliano o calabrese, sbattuto su un treno e portato sulle doline carsiche, cosa pensate interessasse di Trento e Trieste irredente? Il loro interesse era nel raccolto che senza il loro lavoro non ci sarebbe stato.
Però il mischiarsi di italiani provenienti da tutta la penisola. al fronte, ha di fatto iniziato l'Unità italiana.
L'esaltazione della vittoria trionfale e poi mutilata dai trattati di pace, spianò, insieme al malcontento popolare, ai reduci senza lavoro, la disoccupazione e la crisi economica postbellica, la strada al fascismo: ma questa è un'altra storia.

Quelli che combattono le guerre sono i poveri, quelli che muoiono in guerra sono i poveri.

Oggi è la Festa delle Forze Armate.
Un pensiero a tutti quei morti in guerra e a tutti coloro che vestendo una divisa difendono il vivere civile e l'integrità di una Nazione che ora lo è veramente.
Non più guerre ma ci siano sempre le forze armate e le forze dell'ordine e che siano sempre amate e rispettate.

santodimauro
dottorziz
#cosedijaci